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Piramide di Cheope Khufu, storia dei sondaggi.

Scheda egittologia n°39

Piramide di Khufu, storia dei sondaggi

La piramide di Khufu, forse, fu violata fin dall'antichità, quasi certamente durante le sommosse politiche del Primo Periodo Intermedio. Da sempre è oggetto di perlustrazioni e sondaggi, non sempre, però, a scopo scientifico.

Nota sul Re

Khufu fu il secondo re della IV dinastia, figlio di Snefru e di Hetepheres I, padre di Khafre.
Il Canone faraonico di Torino gli attribuisce, e ciò è generalmente accettato, 23 anni di regno e sono davvero poche le informazioni riguardanti la sua reggenza. Sappiamo per certo che inviò parecchie spedizioni militari nel Sinai e che sotto di lui furono attive le cave di diorite poste nel deserto nubiano a nord-ovest di Abu Simbel.
Il fatto di essere stato il costruttore della più grande piramide della storia egizia lo ha fatto divenire, fin dai tempi più antichi, il protagonista di molte leggende e racconti popolari.

Storia dei sondaggi

La piramide di Khufu, forse, fu violata fin dall'antichità, quasi certamente durante le sommosse politiche del Primo Periodo Intermedio. Pare che almeno la camera sotterranea fosse accessibile in periodo greco-romano per via del corridoio discendente e dell'ingresso originale. E' possibile che gli appartamenti siano stati aperti, sia pure ad intervalli, anche durante l'epoca faraonica.
Secondo la tradizione tramandataci dagli scrittori arabi, la piramide, chiusa per l'accumularsi delle macerie provenienti dall'alto che occultavano l'apertura originale, fu nuovamente violata ai tempi del califfo Ma' amun (813-833). L’asportazione del rivestimento, probabilmente, era già progredita sotto Barkuk (1382-1399) ragion per cui la piramide rimase aperta ed alcuni degli antichi viaggiatori poterono visitarla anche internamente, lasciandone descrizioni nelle loro relazioni di viaggio.
Importante fu la scoperta, a opera di Davison nel 1765, della camera di scarico inferiore nella Camera del Re con il cunicolo che vi accede dalla grande galleria.
Durante la spedizione napoleonica in Egitto, la piramide di Khufu fu attentamente esplorata e misurata. Si distinsero in queste operazioni il Grobart, lo Jomard, il Col. Coutelle e il Le Père. Il primo lavorò a titolo personale e pubblicò una buona sezione schematica degli appartamenti, gli altri eseguirono misurazioni e ricerche che poi pubblicarono nella famosa “Description de l'Égypte”. Il Coutelle iniziò anche lo sgombero dall'alto del pozzo di servizio che collega la grande galleria con la parte inferiore del corridoio discendente, ma dovette lasciare l'opera incompiuta a causa di difficoltà intervenute.
Nel 1817 Caviglia sgombrò dalle macerie il corridoio discendente, la camera sotterranea e la parte inferiore del pozzo di servizio. Anche la “camera della regina” fu liberata e fra le macerie non risulta sia stato trovato alcun resto di sarcofago.
Nel 1837 il Col. Vyse ed il Perring compirono nella piramide parecchi lavori e a loro si deve lo studio dei condotti di “ventilazione”, l'apertura completa del pozzo di servizio e la scoperta sopra la cripta delle quattro camere di scarico superiori (oltre a quella scoperta dal Davison nel 1765). Vyse e Perring aprirono anche le tre piramidi satelliti delle regine del complesso di Khufu e fecero un esame accurato della Grande Piramide ottenendo ottime misure e disegni.
Nel 1842-43 il Lepsius studiò il monumento e pubblicò osservazioni in merito la sua architettura.
Nel 1864-65 un ulteriore rilievo della piramide fu eseguito dal Piazzi Smyth nel tentativo di provare le sue teorie mistiche ed esoteriche sulla costruzione. Anni dopo (1881-82) il Petrie misurò accuratamente l’esterno e l’interno della piramide deciso a confutare le fantasie del Piazzi Smyth e  nella pubblicazione dei risultati del suo lavoro, il Petrie si oppose decisamente anche alla teoria dell'accrescimento delle piramidi emessa dal Lepsius.
Nel 1903, una spedizione italiana guidata dallo Schiaparelli e dal Ballerini eseguì alcuni assaggi nell'area ad est della piramide, confermando l'esistenza di un tempio cultuale già segnalato dal Petrie.
Altri controlli delle misure di tutti gli appartamenti interni furono fatti nel 1909-12 dai fratelli John e Morton Edgar, che fecero anche ripulire accuratamente il corridoio discendente. I fratelli Edgar cercavano nella piramide la conferma di certe loro mistiche teorie: tralasciando il valore delle loro congetture, il lavoro risultò di notevole utilità in quanto pubblicarono molte misure, fotografie e dettagli costruttivi precisi.
Le misure esterne della piramide restavano, però, sempre piuttosto incerte e nel 1925 il Survey Department, avvalendosi dell'opera di J. H. Cole e di L. Borchardt (che già si era estesamente interessato al grandioso monumento), eseguì un rilievo assai preciso mettendo a nudo, mediante assaggi, i quattro angoli della piramide e molti punti dei suoi lati.
Negli ultimi anni molti archeologi hanno scavato attorno alla piramide di Khufu per liberare dalle macerie gli immediati dintorni e portare alla luce altri elementi del complesso. Sono da menzionare il Reisner, lo Junker e Selim Hassan che ha scavato e rilevato i resti del tempio alto, successivamente indagati da Lauer che eseguì altri lavori nell'area e ne pubblicò una precisa pianta.
Nel 1954, mentre si stavano asportando le macerie esistenti lungo il lato sud della piramide, furono scoperte due fosse regolari tagliate nella roccia e coperte da file di blocchi posti di costa. Una delle fosse conteneva una grande barca smontata e l'altra, che non è stata ancora aperta, ne nasconde una seconda.
Scavi recenti hanno poi rivelato una strada, forse di epoca tarda, delimitata da muri che da sud porta all'aerea della piramide satellite meridionale attribuita alla regina Henutsen. La strada era forse collegata al tempietto di Iside Signora delle Piramidi, eretto nella XXI dinastia ingrandendo la cappella cultuale della piccola piramide stessa.
Di grande importanza è il lavoro svolto dai due italiani Maragioglio e Rinaldi, artefici di un preciso lavoro di misurazione e indagine, non solo sulla piramide di Khufu ma anche su altri importantissimi monumenti, lavoro culminato nella sostanziosa opera “L’Architettura delle Piramidi Menfite” edita nel 1965, punto di riferimento per questo tipo di tematiche.

Nota

L’Egittologia considera la Grande Piramide unicamente come la tomba di Khufu, secondo sovrano della IV dinastia. Scientificamente, quindi, non sono da prendere in considerazione le deduzioni e le  illazioni di Piazzi Smyth, dei fratelli Edgar, dell'abate Moreux e di altri che seguono le stesse linee di pensiero. E’ da ricordare, però, che alcune delle misure eseguite da Piazzi Smyth e dai fratelli Edgar sono valide, al pari di quelle prese da Vyse, Perring e Petrie.

Fine

 
 
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