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Amenemhat I -
Re, XII dinastia (1994-
Prenome: "Sehetepibre", "Colui che propizia il cuore di Ra".
Nome Figlio di Ra: "Amenemhat"; "Amenemhe", "Amon è di fronte".
Nome dato dai greci: "Ammenemes".
Ritenuto dagli studiosi il fondatore della XII dinastia, Amenemhat I fu colui che tornò a governare l’Egitto di nuovo unificato, seppur tra continue diatribe interne tra i vari nomoi. Questo aspetto di pacificatore incarnante l’unità del paese, appare anche dalla sua titolatura reale, inizialmente strutturata come quella dei sovrani predecessori dell’XI dinastia, i cui titoli erano un forte richiamo alla pacificazione dello Stato. Egli era Sehetepibtawy “Colui che rasserena il cuore delle Due Terre”; Sema “Colui che riunisce (o riconcilia)”; Sehetepibra “Colui che rasserena il cuore di Ra”. A un certo punto della sua reggenza, però, Amenemhat I cambiò i suoi titoli divenendo Wehem-
La vita
Amenemhat I non apparteneva alla famiglia reale e le sue origini erano quasi certamente radicate nell’Alto Egitto, dato che era chiamato Khent-
L’ascesa al trono d’Egitto di Amenemhat I comincia sotto gli ultimi faraoni dell’XI dinastia e sappiamo che ai tempi di Mentuhotep IV, del quale sarà successore, Amenemhat I era principe reale, visir e “Governatore di tutto l'Alto Egitto”.
Una questione ancora da chiarire è la probabile coreggenza di Amenemhat I con il figlio Senusert I, infatti, è stata avanzata l’ipotesi che, probabilmente, a partire dal 21° anno di regno, il padre condivise il trono con il futuro erede. Tuttavia, questa è solo una supposizione dettata dallo studio di particolari circostanze storiche inerenti proprio il periodo amministrativamente tormentato tra l’XI e la XII dinastia. In realtà, tale ipotesi è resa fortemente dubbia da alcuni importanti documenti certi, in modo particolare dal noto “Insegnamento di Amenemhat a suo figlio" in cui il defunto re dice chiaramente all’erede: “Prima che i cortigiani avessero saputo che volevo trasmetterti il potere”. Pertanto, appare evidente che Amenemhat I regnò da solo sino alla fine dei suoi giorni terreni, mentre il figlio rimase Principe e Generale sino al momento della successione. Amenemhat I si considerava “uomo tra gli uomini”, a riprova della sua non discendenza regale, ed è probabile che i suoi assassini volessero rimarcare questo fatto uccidendolo proprio nel suo XXX anno di regno, prima della festa Heb-
Nel celebre romanzo “Le avventure di Sinuhe” traspare lo stupore del figlio Senusert I alla notizia della congiura, smentendo ipotesi di un suo probabile coinvolgimento a discapito del padre: al contrario, ripristinerà e consoliderà pienamente la divinità di Amenemhat I.
Fine I parte