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Autobiografia di Uni

Scheda egittologia n°31

Autobiografia di Uni

Dalle prime dinastie i testi funerari presenti nelle tombe in onore del defunto mutarono costantemente, arricchendosi di nuovi particolari e concetti.
Verso la III - IV dinastia si passò dalla semplice lista delle offerte funerarie a rappresentazioni di vari aspetti connessi ai rituali, come la loro preparazione in base a riti precisi e tutta una serie di elementi che erano indicativi dell'opinione dei vivi nei riguardi del defunto, elementi, quindi, non strettamente connessi alla pura offerta rituale ma vincolati anche a elementi sociali.
In quest’ambito, sono di notevole importanza gli elenchi delle cariche ricoperte in vita dal defunto, in quanto esse rimarcano l'alto grado di partecipazione sociale e impegno collettivo dimostrati in vita.
Il trapassato è rappresentato nel suo massimo prestigio, un individuo che ha assolto pienamente tutti i suoi compiti su questa terra, coinvolgendo, nell'organizzazione del lavoro, un gran numero di persone. Tutto ciò, in nome e per conto di Faraone, massima divinità terrena che garantisce la correttezza dell’agire in vita del defunto, suggellandone i meriti attraverso il conferimento di una serie di cariche. L’importanza di un forte legame con il sovrano era di fondamentale importanza per un funzionario reale e ciò era strettamente legato al concetto di carica: tante più ne aveva e di alto valore, maggiore sarebbe stato il suo ben agire, il lasciapassare per l’Aldilà. In questo caso, l’importanza sociale del defunto è provata e garantita dall'istituzione più adatta a farlo, il faraone.  
Con l’evoluzione e la crescente importanza del concetto di carica nella società, si ebbe un perfezionamento di tali prestigiose liste. Dalla loro semplice stesura a elenco, si passò ad arricchire di particolari le cariche riconosciute dal re. Fu così che i testi funerari mutarono in quelle che noi oggi consideriamo le biografie dei defunti egizi, ovvero l’insieme delle azioni compiute da un determinato personaggio in occasione di ogni nuova carica a lui conferita.  
Una biografia tipica di tale concezione è quella di Uni, alto personaggio di corte della VI dinastia che servì sotto i faraoni Teti, Pepy I, Merenre I, dove non mancano certo spunti di autocompiacimento ed esaltazione del proprio operato.

Biografia di Uni

Passo tratto da “Letteratura e poesia dell’antico Egitto” a cura di Edda Bresciani.

Ero nella carica di portasandali e Sua Maestà mi lodò per la mia vigilanza e la guardia che facevo nel servizio d'etichetta,  
più che ogni suo funzionario;  
più che ogni suo dignitario,  
più che ogni suo servitore.  
Mai questa carica era stata tenuta da un qualsiasi servitore.  
Io agii per lui come soprastante dell'Alto Egitto soddisfacentemente,  
affinché nessuno là si lanciasse contro il suo compagno.  
Eseguii ogni lavoro,  
contando ogni cosa che deve essere contata per la Corte,
in questo Alto Egitto,  
per due volte,  
ed ogni prestazione di lavori al tempo che deve esser contata per la Corte in questo Alto Egitto,  
per due volte.  
Agii come funzionario,  
in ogni cosa che deve esser fatta in questo Alto Egitto.  
Mai simile cosa fu fatta in passato in questo Alto Egitto, precedentemente.  
Agii in tutto in modo che Sua Maestà mi lodasse per ciò.
Poi Sua Maestà mi inviò a Ibhat,  
per riportarne un “signore della vita”, cassa dei viventi (un sarcofago) con il suo coperchio ed il “pyramidion” augusto e venerabile della piramide Merenra-khanefer,  
mia signora,  
e Sua Maestà mi inviò a Elefantina per riportarne una falsa porta in granito, con la sua soglia e i montanti e gli architravi di granito,
per riportarne portali di granito e una soglia per la camera alta della piramide Merenra-khanefer,  
mia signora.
Navigai secondo corrente a partire di là fino a Merenra-khanefer,  
con sei zattere, tre barche da trasporto, tre barche di otto braccia, in una sola spedizione.  
Mai nel passato Ibhat e Elefantina erano state fatte in una sola spedizione,  
nel tempo di nessun re.  
Il fatto è che ogni cosa che Sua Maestà mi ordinò,  
fu eseguita interamente,  
secondo tutto ciò che Sua Maestà mi ordinò in quel luogo.
Sua Maestà mi inviò a Hat-nub per riportarne una grande tavola da offerte in alabastro di Hat-nub.  
Feci discendere per lui questa tavola da offerte in diciassette giorni,  
dopo che era stata estratta da Hat-nub, facendo che navigasse scendendo verso il nord, in questa zattera perché avevo tagliato per essa una zattera d'acacia,  
di sessanta cubiti di lunghezza,  
di trenta cubiti di larghezza,
che costruii in diciassette giorni,  
nel terzo mese della stagione estiva.  
Benché non ci fosse acqua sui banchi di sabbia,  
approdai felicemente a Merenra-khanefer,
e tutto avvenne per mio merito,  
conformemente al comando che mi aveva ordinato la Maestà del mio signore.
Poi, Sua Maestà mi inviò per scavare cinque canali nell'Alto Egitto e per fare tre zattere e quattro barche da trasporto in acacia di Uauat.  
Giacché i principi dei paesi stranieri di Ircet, di Uauat, di Iam, di Megiai ammucchiarono il legname per questo,  
io feci tutto in un anno solo: furono messe a galleggiare e caricate di granito in grandi blocchi per Merenra-khanefer.  
Certamente feci questa economia (di tempo) per il Palazzo,  
grazie a questi cinque canali,  
perché è augusta, illustre, venerabile la potenza del re dell'Alto e del Basso Egitto, Merenra,
possa egli vivere eternamente,
più di quella di ogni dio;  
e per il fatto che ogni cosa si realizza conformemente al comando che il suo ka ordina.

Fine

 
 
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