Le Stele nell'antico Egitto - Egittologia Duat.it: Storia e Misteri dell'antico Egitto.

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Le Stele nell'antico Egitto

Scheda egittologia n°28

Le Stele

Il termine stele indica una lastra in pietra a sviluppo verticale a scopo commemorativo, o più comunemente funerario, su cui sono incisi, od ottenuti in rilievo, raffigurazioni o testi epigrafici.
Dato l’alto valore simbolico e propagandistico i faraoni fecero incidere stele commemorative con fatti salienti del regno, fondazioni di templi, decreti speciali in loro favore, imprese militari e altro ancora.
Nell’antico Egitto le stele non erano prerogativa unica dei sovrani ma erano utilizzate anche da nobili e dignitari, anche se spesso la qualità delle lastre era notevolmente inferiore a quelle reali.
Le tipologie realizzate erano molteplici e potevano essere di pregiatissima fattura e ben stilizzate o, molto più semplicemente, incisioni su grosse pietre, come nel caso della “Stele della carestia”, sull’isola di Sehel a sud di Philae, di epoca tolemaica, o ancora la stele confinaria di Tuthmosis I a Tombos in Alta Nubia. L’utilizzo delle stele c’è già testimoniato sin dal periodo arcaico, dove erano diffuse le stele indicatrici, come quelle rinvenute nella necropoli reale di Abydos, a Umm e Qaab recanti il nome di Horus dei sovrani. Di grosse dimensioni, ben levigate e rastremate verso l'alto con l'apice arcuato, sono scolpite con eleganti geroglifici ed hanno la base appena sbozzata dato che questa era conficcata nel terreno.

La stele funeraria

Le stele indicatrici avevano carattere funerario dato che inizialmente erano erette sul tumulo o in prossimità di esso. Con l’evoluzione delle sepolture a tumulo nella più complessa e grande forma a mastaba, la stele mutò la sua funzione indicatrice per divenire a tutti gli effetti una stele funeraria inserita nella struttura della mastaba, o all’esterno o all’interno di essa.
Un tipo differente di stele fu la stele-facciata. Si trattava di un elemento architettonico dalle caratteristiche sporgenze e rientranze a imitazione della facciata del palazzo reale, così realizzato nel chiaro intento di indicare il “palazzo” destinato al defunto. Questa tipologia cadde in disuso come elemento a sé stante ma divenne un motivo ornamentale su sarcofagi (specie nel Medio Regno) e pareti di tombe.
Nelle mastabe era presente un tipo di stele detta stele-quadro, dov’era raffigurato il defunto seduto nella tomba con la mano tesa, posto di fronte alla tavola delle offerte nell’atto di riceverle. Varianti simili, erano quelle in cui il defunto era posto dinanzi agli dei con, sotto, la preghiera in cui si chiedevano offerte per il trapassato e si elencavano i suoi titoli.

La falsa porta

Evoluzione di una nicchia per le offerte è quella che a volte è considerata una vera e propria stele detta, appunto, a “falsa porta”. Questa era posta nelle tombe e nei templi funerari e il fondo della nicchia aveva proprio la forma di una porta, con riferimento al legame tra mondo terreno e ultraterreno. L'immagine del defunto, il suo ka, era sovente posta in questa porta simbolica nell’atto di attraversarla, dato che si riteneva che il ka avesse la capacità di entrare ed uscire liberamente dalla tomba proprio dalla nicchia.
Nel Nuovo Regno, le tombe rupestri a Tebe avevano false porte che non erano più in rilievo ma solo dipinte e la decorazione mostrava il defunto di fronte a una tavola d'offerte.

La stele confinaria

Di stele confinarie ci sono giunti reperti soprattutto dal Nuovo Regno, anche se ci sono esempi di un po’ tutte le epoche. Questa tipologia di stele era posta ai confini del regno, come esempio si hanno quelle di Tuthmosis III, tra cui la famosa stele posta in prossimità del "Grande Fiume che scorre al contrario rispetto al Nilo" scolpita per commemorare le sue gesta eroiche contro l’esercito mitanno, o a sud, ad EI Kenisa presso la quinta cateratta.
Oltre a delimitare i confini propri del regno, le stele indicavano i territori delle città. Un esempio importante e significativo di ciò è dato dalle stele confinanti di Amarna, l’antica Akhetaton voluta da Amenhotep IV, Akhenaton. Nel caso, la grande stele scolpita sulla parete rocciosa è affiancata da statue del sovrano e della sua famiglia. Di questi veri e propri monumenti ne sono noti quattordici, preziosi documenti storici in cui sono indicate le circostanze della fondazione della città e di cui si hanno le date: le prime due stele sono dell'anno V di regno, le altre dodici dell'anno VI. Di conseguenza ci è noto che Akhenaton aveva individuato il sito della futura città Akhetaton, già nel V anno di regno, come si evince dalle prime due stele confinarie, la X a nord e la M a sud, che portano quella data. Le stele delimitavano tutto il territorio di Amarna e già nel VI anno i lavori erano così avanti da permettere il trasferimento dell'intera corte nella nuova capitale, infatti, le stele narrano che: “ Nel tredicesimo giorno dell'ottavo mese dell'anno sesto (di regno), il re, salito su un cocchio d'oro, fosse partito dalla ricca tenda dove aveva trascorso la notte e si fosse recato a nord per stabilire i confini della progettata città di Akhetaton. Dopo aver sacrificato al dio, si diresse a sud in un punto dove i raggi del sole, brillando su di lui, gli indicarono che li si doveva porre il confine più meridionale. Il re giurò sul padre Aton…” (Gardiner).
In questa tipologia è possibile far rientrare anche le stele di confine utilizzate nella festa Heb Sed per delimitare simbolicamente i confini del regno.

Fine

 
 
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