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Il Ka in egittologia

Scheda egittologia n°16

Il Ka - I parte

Una delle concezioni spirituali degli antichi egizi più difficili da spiegare e comprendere è quella del Ka. I significati che furono attribuiti a questa parola sono mutati secondo le epoche e hanno presentato una certa tendenza ad arricchirsi di nuovi valori. Questo è il motivo per il quale si sono date diverse interpretazioni al termine che, però, rispecchiano ciascuna un solo aspetto del problema, pertanto, si rivelano tutte parziali.

Il doppio immortale

Per i primi egittologi, il ka esprimeva l'essere, inteso come persona, l'individualità, concezione subito arricchita di altri caratteri quali il dio protettore, il genio e la controparte spirituale della persona fisica. La tesi dominante, è quella che vede il ka come un duplicato che riproduceva nei minimi dettagli l'immagine intera dell'oggetto o dell'individuo al quale apparteneva. Era la forza vitale e creatrice dell'individuo, il suo doppio spirituale che ne forniva la personalità. Il ka, secondo la credenza egizia, era modellato dal dio Khnum sulla sua ruota da vasaio insieme al corpo fisico e nasceva con l'individuo sotto forma di qualità intrinseche e di destino. Il significato arcaico di ka, però, era "toro" ed esprimeva la potenza generatrice e la forza sessuale maschile (probabilmente riferita al Re) in quanto, il toro, dal punto di vista egizio, era l'animale più potente del creato: da qui la definizione di "potenza vitale". Il ka era rappresentato da due braccia alzate, forse nell'atto di abbracciare e di proteggere: esso proteggeva l'individuo da vivo, ma anche nell'aldilà, dato che morire significava raggiungere il proprio ka. Nella forma plurale kau s'indicavano le offerte di cibo, alimenti destinati al nutrimento del corpo e dello spirito, quindi, impregnati di ka, la forza vitale generata e mantenuta dall'alimentazione: si possono spiegare in quest'ambito le offerte di cibo presenti nelle tombe egizie. Il termine kau talvolta indicava gli "antenati" o, secondo alcune congetture, aspetti geniali esistiti prima dell'individuo e cresciuti con lui, per questo, pronti ad accoglierlo dopo la morte. Ecco che i kau si manifestano anche come geni, o la personificazione di varie virtù, generalmente in numero di quattordici. Queste personalità vivono di vita propria e trasferiscono le loro specifiche qualità alle persone a loro unite, tali virtù sono: forza, volontà, potenza creatrice, stabilità, nobiltà, intelligenza magica, conoscenza, irraggiamento, vista, gusto, udito, nutrimento, abbondanza, durata di vita (o sepoltura). L'unico essere perfetto che possedeva tutti questi principi era Ra, ovvero il faraone, essendo egli, per definizione, "Figlio di Ra", ed è il dinamismo vitale a dare al re la capacità di esercitare le sue funzioni principali: Faraone è il ka (o il toro) dal grande volto, perpetuamente modellatore e creatore.

Testi illuminanti

Nei Testi delle Piramidi il tema del ka occupa un posto rilevante riferito alla figura del faraone, l'essere più ricco di ka in assoluto: al momento della sua nascita un ka regale lo rendeva immune alla morte e alle vicissitudini umane.  
Nel culto regale, quindi nella "divinizzazione" del Re praticata nell'antico Egitto, ad essere venerato non era l'individuo temporaneamente in carica nella funzione faraonica, bensì il suo ka, l'essere astratto, simbolico e immortale.
I Testi delle Piramidi forniscono indicazioni fondamentali in proposito, affermando che è il ka il destinato a salire al cielo, condotto da Horus, dio che incarnava lo spazio celeste.
A Faraone è detto "Horus non è lontano da te, tu sei il suo ka, Horus si è preso cura di te, tu sei divenuto il suo ka…", destinato al cielo, il ka "è la luce che fa salire la potenza vitale del faraone verso il faraone, accanto a lui". A Faraone è concesso l'Occhio di Horus, il ka del dio, "affinchè ne sia equipaggiato" e il suo ka innalzato in cielo dal Dio celeste tra gli dei. Faraone domina le potenze vitali ed esercita il proprio potere sugli dei e sulle loro potenze vitali e li protegge, egli è il ka di tutti gli dei e viene all'esistenza in quanto tale. Faraone è anche ka di Seth (generalmente considerato dio malvagio a seguito dell'uccisione di Osiride) nel momento in cui questo è incatenato da Horus: simbolicamente la grande potenza vitale da pericolosa (Seth, dio potente antagonista di Horus) è stata domata, resa assimilabile. Il ka manifesta la sua efficacia solo se provvisto di un certo numero di qualità e il ka di un dio che afferra per mano Faraone per condurlo al cielo dovrà, anch'esso, essere "giusto di voce". Solo in questo caso, in cui sia Faraone sia il suo ka sono puri, inizierà il processo di "dematerializzazione" dell'energia vitale: Horus pulisce il ka del faraone nel lago della matrice stellare (la Duat), egli toglie la polpa dal ka di Faraone, dal suo corpo, per mezzo di ciò che trova sulle spalle di Ra (la luce) nella contrada di luce. Il ka è potente e procura pienezza, felicità e stabilità, possiede facoltà di spostamento e raggiunge il faraone, mentre gli dei vanno verso le loro potenze vitali e dimorano nel campo dell'offerta: il re si reca nel luogo dove gli dei sono andati verso le loro potenze vitali. Ecco alcuni passi in cui il cerimoniere si rivolge a Faraone:

Colui che va, va con il suo ka
Seth va con il suo ka
Thot va con il suo ka
Horus va con il suo ka
Osiride va con il suo ka
Colui che è preposto ai due occhi va con il suo ka
Tu stesso vai con il tuo ka
O Faraone, il braccio del tuo ka è davanti a te
O Faraone, il braccio del tuo ka è dietro di te
O Faraone, il piede del tuo ka è davanti a te
O Faraone, il piede del tuo ka è dietro di te
Osiride re, io ti do l'Occhio di Horus affinché il tuo viso ne sia equipaggiato
La tua purezza è quella degli dei che vanno verso le loro potenze vitali
Faraone compie la sua venuta con il suo ka
La bocca dei suoi dei si apre
Egli domanda di discendere nel cielo inferiore, nel luogo dove si trovano gli dei
Faraone compie la propria venuta con il proprio ka  
La bocca dei suoi dei si apre
Egli domanda di salire in cielo e vi sale incessantemente

Esiste anche un luogo in cui il ka si manifesta: a Pé, nel Delta del Nilo, una collina isolata in una zona acquatica dove ci si recava in pellegrinaggio:

Le potenze vitali si trovano a Pé
Le potenze vitali si trovano veramente a Pé
Le potenze vitali esistono continuamente a Pé
La potenza vitale di Faraone si trova a Pé

Fine - I parte

 
 
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