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Aker

Scheda egittologia n°15

Aker

Nei Testi delle Piramidi è presente una divinità del regno dell’oltretomba detta Aker, raffigurata con un doppio corpo di leone, le cui caratteristiche si svilupparono nel tempo fino ad assumere l'aspetto di sfinge, il felino dalla testa umana la cui massima espressione domina la Piana di Giza.

Evoluzione e significato

Già in epoca arcaica gli attributi principali di Aker erano ben definiti: la divinità era la terra, il terreno, il sottosuolo con tutto il significato spirituale vincolato alla morte che esso ha per l’uomo. Di antichissima origine, la sua figura mutò quando si rese concreta l'idea che il sole, svanendo all'orizzonte occidentale, s'immettesse nella terra, nella caverna notturna, provocando il buio terreno sino alla sua uscita all'alba, al nuovo luminoso giorno. Aker esprimeva il ciclo della vita, in terra e sotto, nell’oltretomba, era il legame tra il mondo materiale e quello spirituale, vegliava l’anima ed il corpo del defunto nella nuova esistenza. Da questo concetto derivò l'idea che Aker, terra entro cui correva il tunnel della notte, rappresentasse la giunzione fra Oriente e Occidente, simboleggiando il ciclo del sole che da oriente sorge tramontando la sera ad occidente, mentre le due teste guardavano vigili il fenomeno. L’importanza di questo è notevole, perché appare ovvia la connessione esistente con il racconto dell’Amduat, in cui si descrive il viaggio del sole da occidente ad oriente nel regno di Osiride dove, nella quinta ora notturna della Duat, Aker protegge la caverna di Sokar, evidenziando il legame del dio terra con la tradizione osiriaca.
In origine Aker era rappresentato come una striscia di terra con una testa umana di profilo ad ogni estremità. In seguito, la striscia fu sostituita da corpi leonini uniti a metà e le teste umane mutate in quelle di leone, dando l'aspetto del doppio leone seduto dai dorsi contrapposti. Aker prende anche le sembianze di una doppia sfinge quando si hanno i corpi leonini con testa umana, ma qualunque sia la forma della testa del dio, le due metà sono sempre contrapposte e guardano l'una a oriente, verso il regno dell'oscurità da cui sorge il sole, e l'altra a occidente, dove l'astro tramonta per iniziare il suo viaggio nei cieli dell'oltretomba.
Con il tempo, le due teste di leone alle estremità della terra divennero due guardiani, i sorveglianti degli ingressi dell'aldilà, e questa credenza portò gli egizi a estendere il concetto dei leoni guardiani. Tali figure, moltissime in forma di statue, furono elevate a guardiane contro il male e poste davanti ai palazzi a protezione dei vivi e dinanzi alle tombe a protezione dei morti.  
Un'ipotesi più materiale, avanzata dall'archeologo Brugsch, mette in evidenza come Aker potrebbe aver avuto anche una funzione astronomica, vincolata al sorgere del sole ed al suo ciclo.

Gli Akeru

Un aspetto dominante nella religione egizia era quello di caratterizzare e suddividere le concezioni divine, di conseguenza, dato che ogni estremità del tunnel della terra era sorvegliata da un Aker, ogni guardiano divenne singola divinità con propria personalità. Insieme, però, erano Akeru o Akerui (i due Aker), espressione plurale della loro concezione duale. A questa iniziale visione di due Aker, gli Akeru si moltiplicarono, generando l'idea di più "porte" da sorvegliare con più guardiani nell'aldilà. Un esempio di ciò è presente nel libro "l'inizio delle formule per uscire nel giorno" (Libro dei Morti) in cui l'orizzonte akhet è sostenuto dagli Akeru, in seguito dotati di nome proprio: Sef (Ieri) e Duau (Oggi).
Nei Testi delle Piramidi la funzione di guardiani degli Akeru era inizialmente legata alla figura del re: solo a Faraone apriranno le porte della terra consentendogli il passaggio nell'aldilà. Con la democratizzazione del concetto, subentrata nei secoli, le porte si aprirono a tutti i mortali, ma Aker (gli Akeru) sarà per il defunto un ostacolo da superare. Questa caratteristica di sorvegliante derivò anche dal fatto che nel mito Aker fu colui che imprigionò le spire di Apophis, dopo che questo fu fatto a pezzi da Iside, divenendo, pertanto, il protettore di Osiride. Sempre in tale ambito furono creati molti amuleti con sembianze di Aker nelle sue diverse forme, la cui funzione fu soprattutto applicata ai morsi di serpenti, poiché si pensava che Aker potesse riassorbire il veleno dal corpo della vittima.
Una divinità associata ad Aker, venerata a Leontopolis, fu Ruty, il "Doppio Leone", raffigurato con due metà di leone addossate e indicanti il luogo ove sorge l'orizzonte, talvolta in sostituzione della coppia Shu-Tefnut.
Altre divinità che incarnavano la terra erano Geb e Tatenen, ma gli Akeru furono dività primeve, ragion per cui la loro concezione sembra sia più antica di Geb, un dio creatore padre di Osiride.

Fine

 
 
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