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Geometria della Piana di Giza: Duat di Khufu, Khafre e Menkaure

Dentro il mistero e il fascino millenario delle piramidi di Cheope, Chefren e Micerino.
Il fantastico sito archeologico di Giza e la rivoluzionaria "Ipotesi della planimetria Duat".
Un viaggio nel tempo alla ricerca del preciso messaggio custodito nell'ardita architettura dei mausolei di Khufu, Khafre e Menkaure, vegliati da millenni dall'enigmatica Sfinge!
Il libro è venduto al prezzo di € 9,00 anzichè € 18,00.
Pubblicato nel 2000, Osiride Rivelato è ora reperibile solo su questo Sito quale contributo ai liberi contenuti proposti.


Assolutamente da leggere!

 
Osiride Rivelato: la Geometria

La geometria del sito di Giza

Ad una vista in pianta, esiste un'evidente "dissimmetria" nell'intero sito di Giza, causata dalle strade cerimoniali, dette anche strade sacre o rampe, ognuna delle quali è legata alla rispettiva piramide.
Le rampe erano importantissime in quanto, secondo le teorie, erano il tragitto che il defunto faraone percorreva prima della sepoltura nei grandiosi monumenti. Le strade sacre costituivano l'ultimo "legame" terreno del sovrano prima del risveglio nel Regno di Osiride. Per la teologia egizia queste parti della necropoli reale dovevano avere un'importanza notevole, proprio per un carattere simbolico e sacro, in altre parole rappresentavano la mutazione del Re in Osiride: tali vie conducevano il sovrano alla rinascita eterna nel regno del dio dell'oltretomba.

L'orientamento delle strade cerimoniali introduce la detta "dissimmetria" e volendo cercare una logica nella loro disposizione, possiamo affermare che un orientamento sensato e coerente sarebbe stato l'est, il sorgere del sole, simbolo della rinascita del sovrano dopo la morte. Guardando la piantina del sito di El-Giza ci si accorge che solo la rampa della piramide di Micerino è disposta verso il sole nascente, mentre quella di Cheope è indirizzata a nord-est e quella di Chefren verso sud-est.
Perché tutto ciò? L'enigma può trovare spiegazione allargando la visuale sull'intera zona.
In tale prospettiva lo strano orientamento delle strade sacre sembra suggerire un messaggio, un'indicazione. Se, infatti, prolunghiamo graficamente le tre rampe, noteremo che esse s'incontrano in punti precisi e la grafica che ne emerge evidenzia la presenza di elementi geometrici elementari, quali diagonali e basi. Precisamente possiamo associare le diagonali alle rampe di Khufu e Khafre, mentre la base è la strada di Menkaure: questi elementi formano un rettangolo immaginario sull'area del sito perfettamente centrato sui monumenti con orientamento est-ovest.
Tutto ciò ha un significato? Esiste una logica? Sviluppando ulteriormente la ricostruzione grafica, applicando un ragionamento dettato da quanto emerso, si giunge a delimitare l'area del sito con un sorprendente rettangolo dalle proporzioni non casuali, ma con base doppia rispetto l'altezza (lato lungo doppio rispetto il corto).
Queste proporzioni sono legate incredibilmente ad un particolare presente nella Camera del Re della piramide di Khufu: le misure del pavimento di detta camera sono di mt 10,46x5,23. La pianta della camera mortuaria ha forma rettangolare, con proporzioni uguali alla ricostruzione grafica (lato lungo doppio rispetto il corto).
E' chiaro, quindi, che la figura geometrica emersa sull'intero sito di Giza non può essere casuale, dato che avrebbe potuto benissimo emergere un rettangolo con proporzioni differenti a quelle trovate e non un quadrilatero con base doppia rispetto l'altezza, proprio come le proporzioni del pavimento della Camera del Re.
Vista la coincidenza si potrebbe tentare di associare la grafica emersa alla camera di Khufu: così facendo siamo in presenza di due camere di sepoltura, una vera all'interno della piramide e una riprodotta sulla piana attraverso le non casuali proporzioni.
Sorge una domanda: esiste un sarcofago nella schematizzazione della piana?
Se nella Camere del Re vi è il sarcofago (alquanto enigmatico) probabilmente anche la ricostruzione grafica ha al suo interno un "sarcofago". La risposta ci viene sempre dal mausoleo di Cheope. La cassa in granito custodita nella Grande Piramide e ritenuta la sepoltura del potente sovrano ha una strana ed unica caratteristica: il volume esterno di 2332,8 litri è esattamente il doppio del volume interno che è di 1166,4 litri.
Questo dato sorprendente ci rimanda alla schematizzazione. E' evidente il concetto di dividere, di considerare la metà, secondo quanto gli antichi egizi ci indicato attraverso le enigmatiche misure della Camera del Re della piramide di Cheope.
Unendo la logica dello strano orientamento delle rampe e la logica delle strane misure racchiuse nell'imponente mausoleo, appare il disegno che ha ispirato la disposizione generale del sito di El-Giza al fine di riprudurre la Duat terrena.

La retta tracciata sulla schematizzazione e che cade sopra la Sfinge è il vero inizio della necropoli, del sarcofago, cioè le tre grandiose piramidi. Ecco perché l'imponente monumento leonino è in quella posizione: in realtà vigila il riposo eterno degli dei (i faraoni) proprio all'inizio del sarcofago.
Com'è evidente, la necropoli reale di Giza fu edificata sulla base di un disegno generale complessivo. Gli enigmatici elementi architettonici sono tra loro legati da una sequenza geometrica precisa e rigorosa, prova dell'origine unitaria dell'immenso complesso funerario.



La precisa ricostruzione schematica parziale originata dal non casuale orientamento delle vie cerimoniali delle piramidi di Cheope, Chefren e Micerino: la porta di accesso alla Duat.
Dal libro Osiride Rivelato.


Quella appena descritta è parte dell'intuizione che ha permesso di evidenziare e quindi dimostrare che la necropoli di Giza fu creata a seguito di un sofisticato e pianificato progetto generale. Non è vero che le tre piramidi furono edificate separatamente da tre distinti faraoni solo per rimarcarne la loro grandezza divina, come oggi si sostiene in ambito ufficiale. Lo schema emerso dimostra chiaramente la non casualità della disposizione dei monumenti che costituiscono il grandioso complesso e la precisa ubicazione della Sfinge ne è un'ulteriore prova.
E' palese da parte dei costruttori del sito l'applicazione del concetto di doppio: attenzione però, anche se applicato con concetti geometrici e numerici, il principio è religioso.
Siamo in presenza di una necropoli, quindi siamo in presenza di Ka, il doppio spirituale. Le stesse piramidi, disposte secondo il disegno della costellazione di Orione (teoria di Bauval), sono il Ka di Osiride, perché nella concezione teologica degli egizi Orione era il doppio di Osiride. Non è strano, quindi, ritrovare il concetto di doppio (e di metà) sull'intero sito di El-Giza, perché tutto il complesso si fonda su tale logica. Gli abili architetti egiziani hanno edificato le "tombe" degli dei, applicando materialmente il concetto spirituale di doppio, attraverso la geometria ed i numeri.
Per i faraoni dell'Antico Regno, massime divinità terrene, il divenire un'Osiride dopo la morte era naturale, in quanto divinità supreme. Ecco che la disposizione delle piramidi secondo Orione-Osiride è logica perché Osiride era il dio massimo nell'aldilà, Horus in vita. Tutti i monumenti della piana di Giza hanno, quindi, una logica precisa strettamente vincolata alla religione dell'oltretomba e uno degli elementi su cui si fondava il culto egizio era proprio il ka. Gli architetti di El-Giza hanno "coperto" o meglio velato, quasi mascherandone la presenza reale, i monumenti con il doppio, lo spirito. Le rampe celavano questa concezione immateriale proprio come lo spirito in un uomo è presente ma impercettibile. Ciò rispecchia la natura egizia. E' parte della religione dell'oltretomba di quell'antico popolo. La cosa eccezionale è che i progettisti hanno celato il ka nell'orientamento delle rampe perché volevano indicare la via. Solo individuando il doppio, nascosto nelle vie cerimoniali, si aprono le porte dell'aldilà. In realtà la grafica descritta è il primo passo, la chiave di accesso allla Duat. Affermo senza ombra di dubbio che la piana di El-Giza è la Duat, la dimora eterna degli dei. Già molti ricercatori hanno ipotizzato che tale sito o un luogo preciso della necropoli sia da identificare con l'oltretomba egizio. Ora, credo proprio che luce sia stata fatta. Nel mio libro Osiride Rivelato la grafica si sviluppa ulteriormente sino al luogo più importante della Duat: la quinta divisione. Il tutto è fatto senza forzature perché, individuata la chiave di accesso nell'aldilà, la via da percorrere è obbligata. Scopriamo così che la "casa di Sokar", ovvero la presunta sepoltura di Osiride, ha un'ubicazione precisa nella necropoli. La schematizzazione contiene, con una sequenza rigorosa, gli elementi simbolici che caratterizzano la religione dei morti ovvero: il dio Anubi, il Ka, la bilancia di Maat, l'Ankh ed il pilastro Djed.
I monumenti di Giza sono disposti secondo una logica che rispecchia passo passo ciò che menziona il libro dell'Amduat. La necropoli è la Duat, la dimora eterna degli dei, gli osiride, i faraoni rinati nel firmamento (la cintura di Orione).

E' qui materialmente impossibile descrivere tutta la ricostruzione fatta, ma dagli studi da me condotti si evince che tutto, nel sito, è stato minuziosamente pianificato da menti eccezionali. Addirittura i nomi di Khufu, Khafre e Menkaure sembrano avere una logica precisa nel contesto; non sono affatto casuali. Tutto ciò è minuziosamente spiegato in Osiride Rivelato, anche se moltissime incognite rimangono aperte e numerosi perché attendono risposta.

© Gianluigi Guzzi, vietata la riproduzione anche parziale senza autorizzazione.

 
 
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