Teoria della Planimetria Duat sulla Piana di Giza e le Piramidi di Cheope, Chefren e Micerino. - Egittologia Duat.it: Storia e Misteri dell'antico Egitto.

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Teoria della Planimetria Duat sulla Piana di Giza e le Piramidi di Cheope, Chefren e Micerino.

Dentro il mistero e il fascino millenario delle piramidi di Cheope, Chefren e Micerino.
Il fantastico sito archeologico di Giza e la rivoluzionaria "Ipotesi della planimetria Duat".
Un viaggio nel tempo alla ricerca del preciso messaggio custodito nell'ardita architettura dei mausolei di Khufu, Khafre e Menkaure, vegliati da millenni dall'enigmatica Sfinge!
Il libro è venduto al prezzo di € 9,00 anzichè € 18,00.
Pubblicato nel 2000, Osiride Rivelato è ora reperibile solo su questo Sito quale contributo ai liberi contenuti proposti.


Assolutamente da leggere!

 
Osiride Rivelato: l'Ipotesi

Giza e l'innovativa ipotesi della planimetria Duat

Un rivoluzionario ed approfondito studio sui monumenti della Piana di Giza evidenzia le grandi conoscenze scientifiche degli antichi egizi e conferma l'elaborata religiosità dell'antico popolo del Nilo.

Nel corso del tempo, a seguito di continui studi e ricerche, si è molto diffusa l'idea che i monumenti del sito di Giza siano frutto di un progetto unitario, in disaccordo con l'egittologia accademica la quale afferma che le tre grandi piramidi di Cheope, Chefren e Micerino furono erette come opere distinte, edificate in nome del rispettivo sovrano.
Molti nuovi seri studi tendono a dimostrare l’esistenza di un preciso disegno generale complessivo dell'intera area e una delle concezioni più innovative in tal senso è “L'ipotesi della planimetria Duat”, la cui definizione trae origine dall'intimo legame tra la mappa dell’Aldilà egizio descritto nel libro dell'Amduat e il disegno generale dell'area di Giza.
L'ipotesi della planimetria Duat si dimostra interessante perché potenzialmente in grado di provare che le piramidi furono edificate da tre distinti sovrani per ragioni di prestigio personale di fronte l’eternità, ma in funzione di un progetto unitario sulla base della massima concezione religiosa, la Duat.



La Sfinge di Giza che, maestosa, veglia sulla Duat.

Le piramidi sono tombe?

L'ipotesi della planimetria Duat suppone che il sito di Giza con le tre grandi piramidi sia una vasta necropoli concepita sull'idea che gli egizi avevano del loro Mondo Ultraterreno.
Contro di essa, però, vi è l'inconfutabile realtà dell'assenza, all'interno delle piramidi, dei corpi di Khufu, Khafre e Menkaure non essendo mai stati rinvenuti. Di conseguenza, mancando la prova materiale, le salme, appare opinabile l'idea che le tre imponenti costruzioni che dominano la Piana siano tombe, come invece stabilito in ambito scientifico. Ciò, può apparire ancora più opinabile considerando che in nessuna piramide egizia è stato mai rinvenuto un corpo, neanche in quella attribuita a re Sekhemkhet della III dinastia in cui il sarcofago fu trovato sigillato.
Molti ricercatori indipendenti affermano che le piramidi non sono tombe, ma qualcosa di più complesso, monumenti ancora da studiare e capire. L'Egittologia nega tale eventualità affermando senza dubbio la funzione funebre dei grandiosi mausolei.
Dov'è la verità? Com'è possibile avere la certezza che i monumenti di Giza siano tombe senza la prova scientifica inconfutabile, i corpi dei sovrani?   
Affermare che le piramidi di Khufu, Khafre e Menkaure furono concepite solo come sepolcri appare ancora più difficoltoso in considerazione di un fatto apparentemente banale: la mancanza di suppellettili e decorazioni al loro interno.   
Le antichissime sepolture delle prime dinastie erano corredate del necessario per il viaggio nell'aldilà del defunto.
Perché, quindi, nei colossi di Giza non è stato rinvenuto il benché minimo corredo funerario, anche a fronte di probabili saccheggi e profanazioni?
I quesiti che la questione pone potrebbero essere molteplici, ma soffermandoci su questi interrogativi principali è possibile tentare di capire se le piramidi erano solo tombe o qualcosa di più complesso?
In mancanza dei corpi dei tre sovrani, l'unico metodo che consente di dare risposta sensata e ragionevole a tale questione è l'analisi del contesto religioso e simbolico riferito alla concezione ultraterrena degli antichi egiziani.

Prima di Giza

L'analisi delle tombe egizie, condotta in anni di ricerche e scavi, ha evidenziato che il modello piramidale è frutto di un'evoluzione costante dei modelli precedenti di sepolture.
In origine, il defunto era deposto in una fossa in posizione fetale. L'evoluzione a tale elementare modello fu l'erezione di un tumulo sopra la fossa, probabilmente ad indicare il tumulo primordiale da cui ebbe origine il mondo e la vita, secondo la credenza egizia. Le prime dinastie vedono la comparsa di tombe monumentali dette mastabe, la cui forma ricorda il palazzo reale: la sepoltura vera, però, rimane in profondità, a dimostrazione che queste sontuose dimore dell'aldilà sono la trasformazione evoluta dei concetti primordiali di tomba.
Secondo quanto assodato dall'Egittologia, la piramide di re Djoser a Saqqara fu concepita come grandiosa mastaba dotata di appartamenti funebri sotterranei. A tale originale progetto seguì l'abile trasformazione del mausoleo in piramide a gradoni, la prima della storia egizia.
Dalle considerazioni fatte è evidente l'evoluzione delle tombe del periodo predinastico in monumenti sempre più complessi a forma di tumulo, fino alla nascita della piramide quale espressione massima di tale edificio funerario.
A fronte di ciò, si può ben ritenere che le piramidi rappresentino l'evoluzione architettonica precisa e graduale delle sepolture reali egizie.
Di conseguenza, appare sensato affermare che anche le piramidi successive a quelle di Djoser siano monumenti funebri, un'evoluzione perfezionata del primo modello a gradoni edificato a Saqqara.
A supportare la tesi della destinazione funebre delle piramidi è anche la loro ubicazione, erette tutte sulla sponda ovest del Nilo, la riva in cui tramonta il sole, ritenuto il luogo della vita nell'aldilà.

Comparsa delle camere alte nelle piramidi

Nell'architettura egizia, la progressiva evoluzione delle sepolture verso il modello piramidale fu accompagnato dall'evoluzione strutturale di tutto il complesso funebre inerente la dimora divina.
Le tombe a mastaba e le piramidi furono integrate da altre strutture di notevole importanza, quali templi cerimoniali e rampe monumentali. La tomba regale non era un monumento a se, ma parte dominante di un complesso religioso di vaste dimensioni. Già le imponentissime mastabe a facciata di palazzo dell'età Thinita erano corredate di monumenti collaterali, ma con il complesso di Djoser questa impostazione trovò uno sviluppo notevole e segnò una svolta nel metodo di concepire la dimora eterna da parte dei sovrani.
Uno degli elementi architettonici più importanti ed innovativi introdotti, oltre al raffinarsi della tecnica costruttiva, è la realizzazione di stanze a livelli alti nelle piramidi. Se fino a Djoser il mausoleo aveva solo cavità sotterranee, in quelli successivi gli architetti si ingegnarono per creare stanze più o meno grandi al loro interno. Per le dimensioni delle camere e per la loro alta ubicazione, la piramide di Khufu è, però, unica e davvero singolare: quelle dei successori Khafre e Menkaure hanno camere basse edificate sotto il piano naturale dei monumenti.

Dimore simboliche

Un particolare davvero anomalo è che le camere delle piramidi di Giza non hanno iscrizioni o decorazioni al loro interno.
Gli abbondanti ornamenti presenti in tutti i complessi funerari, svaniscono nelle camere delle piramidi più grosse, come Khafre e Khufu.
I monumenti che circondano le piramidi di Giza erano abbondantemente decorati, addirittura la Sfinge era totalmente colorata. Perché le camere sopraelevate non hanno decorazioni?
Perché all'interno delle tre piramidi che dominano la Piana non esistono tracce di pitture, incisioni o qualsiasi altro elemento decorativo?
Semplicemente si potrebbe pensare alla profanazione di tali monumenti e dei corpi dei re, insieme a tutto il loro corredo funebre, da parte dei ladri; in questo caso, però, non ci si spiega come mai la piramide di Sekhemkhet abbia restituito il sarcofago sigillato con tanto di ghirlanda sul coperchio ma senza il corpo!
Di conseguenza, se l'Egittologia può provare che le piramidi furono opera di specifici sovrani, è più difficile capire perché furono costruite simili opere visto che mancano i corpi.
Va ricordato che il mausoleo di Djoser, in alcune sue parti, era finemente decorato e nelle piramidi della V-VI dinastia furono inscritti i famosi Testi delle Piramidi: perché a Giza non vi sono decorazioni?
Ne vanno dimenticate le piccole misure dei sarcofagi, quasi inadatti a contenere un corpo di normale statura, tanto più se mummificato.
La piramide di Khufu è la più anomala in assoluto, forse perché in essa il valore simbolico è dominante? Tombe o qualcosa di più complesso?
La risposta potrebbe essere che le piramidi, o le camere al loro interno, siano solo dei cenotafi, monumenti simbolici eretti in memoria alla grandezza dei sovrani, mentre i corpi riposerebbero nella vere tombe ancora da scoprire.
A supporto di tale ipotesi sono i recenti studi e teorie avanzate dall'egittologia che vedono le piramidi non come vere sepolture, ma solo dimore eterne fittizie, indice della grandezza divina del sovrano.

Proporzioni precise

L'idea che le piramidi, o le camere al loro interno, abbiano solo una funzione simbolica, può essere sostenuta anche osservando le particolari misure e proporzioni riscontrate nei monumenti della Piana di Giza.   
L'analisi delle dimensioni della Camera del Re della piramide di Khufu ha riservato particolari sorprese. Le misure del suo pavimento sono di metri 10,46x5,23 (20x10 cubiti egizi), mentre il sarcofago lì presente ha una caratteristica davvero strana e unica: il volume esterno di 2.332,8 litri è esattamente il doppio del volume interno che è di 1.166,4 litri.
Com'è evidente sia la camera mortuaria sia il sarcofago ivi ubicato hanno misure precise che includono il concetto di doppio, in quanto un lato del pavimento della camera è doppio rispetto l'altro, mentre il volume esterno del sarcofago è doppio rispetto quello interno.
Il luogo che dovrebbe aver ospitato il corpo di Khufu è strutturato secondo regole precise, in cui emerge il concetto matematico geometrico di doppio.

Rampe sacre

L'ipotesi della planimetria Duat, sorprendentemente, conferma l'importanza del concetto di doppio su tutta l'area di Giza, affermando che la necropoli fu edificata in funzione di tale logica.
Partendo da un altro punto di vista, cioè dalle rampe cerimoniali delle piramidi di Khufu, Khafre e Menkaure, si tende a dimostrare come tutto il sito sia stato realizzato applicando tale principio basilare. La grafica evidenzia come le rampe cerimoniali non abbiano un orientamento casuale, ma siano disposte secondo le diagonali e la base di un rettangolo.   
Dato che la ricostruzione descritta nel libro Osiride Rivelato è frutto di un processo logico ben preciso, appare improbabile la casualità di tale forma geometrica.
L'incrocio delle diagonali (rampe delle piramidi di Khufu e Khafre) indica il punto medio di un rettangolo; emerge il concetto di doppio presente nelle misure della Camera del Re. La cosa sorprendente è che, applicando la divisione sull'intera necropoli secondo uno schema suggerito dal libro dell'Amduat, il punto medio si ripete fino alla piramide di Menkaure. La logica del doppio, quindi, è presente nella Camera del Re sia nelle sue dimensioni sia in quelle del sarcofago e tali proporzioni si ripetono sull'intera Piana di Giza attraverso le rampe.



Ricostruzione schematica parziale dell'Ipotesi della planimetria Duat: si noti il preciso orientamento delle vie cerimoniali delle tre piramidi (in rosso) punto di partenza per la ricostruzione della Duat.
Dal libro Osiride Rivelato.

Dimensioni stabilite

Le proporzioni appena analizzate non sono le uniche a nascondere il concetto di doppio, dato che anche le misure esterne delle tre piramidi celano tale singolarità.
Il monumento di Menkaure ha un perimetro di 432 metri, vale a dire che il suo lato base è di 108 metri. La logica del doppio si ripete se analizziamo il lato base della piramide di Khafre che è di 216 metri, esattamente il doppio rispetto a quello della terza piramide. Questa è un'altra dimostrazione di come, con ragionevole certezza, si possa affermare che le dimensioni delle tre piramidi non siano casuali ma rispondano a misure precise impostate sul principio del doppio.

Il luogo della rinascita

La ricostruzione descritta nella sua sostanza evidenzia un dato importante: i monumenti di Giza furono edificati secondo un progetto unitario da tre distinti sovrani.   
Perché costruire tre tombe conformi ad un piano generale unitario?
Probabilmente la risposta va ricercata nella tradizione funeraria. Il profondo credo in una rinascita spinse i sovrani ad edificare dimore eterne sempre più imponenti ma rispondenti a logiche e simbologie precise. In questo caso, come naturale che sia perché trattasi di luogo funerario, le dimore dell'eternità furono edificate secondo il credo custodito nel libro dell'Amduat. Nel testo è descritta tutta la struttura dell'Aldilà, il regno della rinascita eterna. E' chiaro, quindi, che Khufu, Khafre e Menkaure edificarono i loro mausolei cercando di ricostruire schematicamente la Duat.
L'architettura della necropoli di Giza nella sua forma basilare è impostata cercando di riprodurre materialmente, attraverso la geometria (elemento base in architettura), l'Aldilà. Ecco perché Giza è un sito complesso: lì, le piramidi raggiungono la massima espressione perché parti integranti della Duat terrena, la prima e l'unica completa.

Una casa comune

Perché i faraoni della IV dinastia si affannarono tanto per realizzare un'opera tanto dispendiosa?
Perché Khufu, Khafre e Menkaure avrebbero dovuto condividere la loro vita ultraterrena dimorando in una casa comune?
La risposta dovrebbe essere abbastanza semplice. Se per i re la vita nell'aldilà era cosa fondamentale tanto da vivere quella terrena in funzione di essa, appare chiaro il prestigio dei tre sovrani nell'impegnarsi nella realizzazione dell'immensa opera: così facendo avrebbero davvero dimorato nella Duat. Un cimitero edificato riproducendo la dimora delle divinità, la casa degli dei sulla Terra per l'eternità.
Per i tre sovrani, ciò era motivo più che sufficiente per erigere e condividere insieme la Regione della Duat.  

Il Ka

Da quanto esposto emerge che i costruttori dei monumenti di Giza impostarono molte parti del sito in funzione del concetto di doppio matematico e geometrico. Sembra anche che tutta l'area sia stata pianificata tentando di ricreare una Duat terrena.
Che legame esiste, quindi, tra doppio e Duat?
La risposta, se ci soffermiamo a considerare la questione dal solo punto di vista teologico, è abbastanza semplice. Per gli egizi esisteva il doppio spirituale, conosciuto come Ka, che nasceva con l'individuo e ne era la forza vitale e creatrice, inoltre, alla morte, il Ka beneficiava di particolari offerte.
Questa concezione di doppio è cosa legata alla vita ultraterrena, di conseguenza, riprodurre la Duat materialmente per dimorarvi in eterno attraverso il proprio Doppio, ovvero il Ka, significava essere davvero immortali.
Trattandosi di opere architettoniche, probabilmente, l'unico metodo per riprodurre il concetto religioso di Ka-Doppio fu quello di attuarlo materialmente attraverso misure matematiche e geometriche, come evidenzia l'ipotesi della planimetria Duat.
Ciò può apparire alquanto strano, ma va ricordato che da sempre l'uomo edifica i suoi santuari seguendo logiche precise a livello geometrico e matematico.
Le stesse chiese cristiane hanno pianta a croce, il simbolo della Passione di Cristo.
Gli architetti egizi replicarono il concetto religioso di Ka attraverso la geometria e la matematica, come altre religioni hanno fatto dopo di loro.

Numeri coerenti   

Spingendo il ragionamento sul doppio ad un limite estremo, l'ipotesi della planimetria Duat evidenzia in modo alquanto curioso un dato che può apparire davvero incredibile. Alcuni ricercatori alternativi sostengono che la piramide di Khufu rappresenti l'emisfero settentrionale della Terra in scala 1:43.200.
Liberi da pregiudizi il dato può apparire sensato, o perlomeno logico, guardandolo con l'ottica del doppio spirituale e geometrico.
La Duat, infatti, secondo la concezione egizia era costituita da 12 ore, quelle della notte.
Lo scrivente, Gianluigi Guzzi, si è accorto di una coincidenza che forse non è tale, ma meticolosamente calcolata:
in 12 ore, infatti, ci sono 43.200 secondi!
Il dato, che appare sbalorditivo, può dimostrare che gli antichi egizi avevano conoscenze scientifiche evolute ed avevano la nostra stessa concezione di tempo.
Questo dato non è fine a se stesso, ma si innesta sorprendentemente anche alle dimensioni delle piramidi, secondo la logica del doppio.
Considerando il mausoleo di Khufu come punto di partenza per le sue caratteristiche e per il fatto che forse rappresenti il pianeta Terra in scala 1:43.200 si nota che:

43.200 : 2 = 21.600
21.600 : 2 = 10.800

questi numeri sono abbastanza familiari perché togliendo gli zeri si ha:

216 = lato base piramide di Khafre
108 = lato base Menkaure
432 = perimetro piramide di Menkaure.

Numeri che non sembrano proprio essere frutto di una semplice casualità!

Conferme teologiche

I dati appena analizzati ed evidenziati dall'ipotesi della planimetria Duat, oltre ad avere una logica a livello numerico, si innestano in modo coerente nel contesto religioso della necropoli di Giza.
Come tenta di dimostrare l'ipotesi quì brevemente illustrata, tutta l'area fu progettata considerando il concetto di Ka-Doppio. E' chiaro che in quest'ottica anche le proporzioni della piramide di Khufu, con riferimento a quelle del pianeta Terra, sono coerenti. Secondo la logica egizia tale piramide sarebbe il doppio della Terra e questo dato è coerente con l'idea che i re avevano del loro mandato divino: essi, infatti, erano gli inviati degli dei sulla terra.
Dimorando nella Duat terrena, cioè il complesso monumentale eretto sulla Piana di Giza, il luogo in cui è riprodotta la Terra in scala 1:43.200, Khufu, Khafre e Menkaure si ponevano come divinità in terra per l'eternità.

© Gianluigi Guzzi, vietata la riproduzione anche parziale senza autorizzazione.

 
 
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